Gioia Albano

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Aggiunto il 12 mar 2020

Il riciclaggio nei mondi sottili


Non possiamo ignorare ciò che sta accadendo al momento (sindrome di coronavirus con tutto il suo inizio di "conseguenze" ....).

La vivo un po' in maniera doppia: ho la mia identità italiana e quella acquisita francese perché vivo qui da quasi quindici anni ecc.

Osservo il panico latente/crescente, i supermercati che si svuotano, la troppa informazione, l'informazione sbagliata, le persone che si fanno prendere dal panico e quelle che se ne fregano in maniera più o meno stronza, ecc. Ecc. Ecc.

Diverse riflessioni quindi.

Per iniziare: riciclare per me significa anche trasmutare, trasformare. Si parla naturalmente di trasformare e riutilizzare i materiali, ma è valido anche per le azioni, i pensieri e altro ancora.

In un momento come questo, quando tutta l'umanità in un modo o nell'altro si trova di fronte a qualcosa di relativamente "nuovo", ci si chiede di attivare la trasformazione (cosciente o no)

Da chi é chiesto, veramente? Da noi stessi verso di noi e dall'universo. Che sono la stessa cosa.

Per alcuni è un lavoro già iniziato, altri ancora non lo sanno e poi c'è chi resisterà. Per alcuni, l'intuizione di nuovi orizzonti è già tradotta in realtà: nuovi modi di relazionarsi con gli altri, di lavorare, di abitudini, di scoprire e manipolare o affrontare le paure.

Inventa, trasforma, guarda l'opportunità che si presenta.

Lo vivo come un momento in cui è bene conoscersi un po 'e sapere dove si vuole andare pur sapendo che saremo travolti da un movimento più ampio di cui facciamo parte.

La parola chiave era già nella mia vita, soprattutto negli ultimi mesi: trasformare / trasmutare.

Adesso pero so che riguarda tutti i piani, anche quelli invisibili e che il movimento é molto più grande.

Ed é solo l'inizio.

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